Gli strumenti da attivare nei confronti del coniuge che si sottrae all'obbligo di mantenimento dei figli e dell'altro coniuge a seguito di separazione o divorzio

Il nostro legislatore offre una serie di strumenti da attivare nei confronti del coniuge che si sottrae all'obbligo di mantenimento dei figli e dell'altro coniuge a seguito di separazione o divorzio.

Perché si possa agire è necessario l'inadempimento dell'obbligato.

Il primo passo per ottenere il pagamento dell'assegno di mantenimento è l'invio di una diffida.

Si tratta di inviare una lettera raccomandata con ricevuta di ritorno con la quale si invita la parte inadempiente (coniuge-debitore) al pagamento. Nella lettera si può mettere in mora l'obbligato, ovvero assegnargli un termine entro cui dovrà provvedere al versamento delle somme dovute con l'avvertimento che, in caso contrario, si procederà nei suoi confronti nelle opportune sedi giudiziarie.

Se la diffida non sortisce alcun effetto occorre utilizzare gli strumenti offerti dal nostro Legislatore.

Quali sono gli strumenti esperibili in caso di mancato o ritardo nel pagamento dell'assegno di mantenimento?

 

1. Azione espropriativa

In caso di mancato o ritardo nel pagamento dell'assegno è possibile ricorrere all'azione espropriativa.

La sentenza di divorzio, il decreto di omologazione, oppure la sentenza di separazione rappresentano un titolo esecutivo

Che significa?

Significa che l'avente diritto a percepire l'assegno di mantenimento può mettere in esecuzione il provvedimento del Giudice.

Vediamo l'iter da seguire per l'azione espropriativa.

Occorrerà predisporre un atto di precetto, cioè l'intimazione rivolta all'obbligato (coniuge- debitore) al rispetto dell'obbligo entro un termine di giorni 10. Se ciò non si verifica si procederà all'esecuzione forzata sui beni del coniuge-debitore.

In che modo?

- o procedendo al pignoramento dei beni mobili o immobili (locali, abitazioni, terreni);

- o procedendo al pignoramento presso terzi (stipendio, canoni di locazione…)

2. Sequestro

Un altro strumento volto a recuperare l'assegno di mantenimento è il sequestro.

Chi ha diritto all'assegno di mantenimento può chiedere che venga disposto il sequestro di beni di proprietà del coniuge – debitore. 

E' sufficiente che l'avente diritto dell'assegno fornisca al Giudice degli indizi di varia natura dai quali si possa trarre con convinzione che il coniuge-debitore non voglia adempiere.

3. Ordine di pagamento

La legge n. 219/2012 stabilisce all'art. 3 comma 2 "[…] il giudice può ordinare ai terzi, tenuti a corrispondere anche periodicamente somme di denaro all'obbligato, di versare le somme dovute direttamente agli aventi diritto, secondo quanto previsto dall'articolo 8, secondo comma e seguenti […]. I provvedimenti costituiscono titolo per l'iscrizione dell'ipoteca giudiziale […]"

Tale strumento può essere attivato mediante istanza nel corso del procedimento, oppure con ricorso separato, o, ancora, concluso il giudizio di merito, utilizzando il rito della camera di consiglio.

4. Ipoteca

Un'altra azione volta ad ottenere il versamento dell'assegno di mantenimento è l'ipoteca. 

Si ricorre a quest’azione quando esiste il pericolo concreto che il coniuge obbligato non adempia all'obbligo di versare l'assegno di divorzio. In questa ipotesi il coniuge - creditore può chiedere l'iscrizione dell'ipoteca giudiziale sui beni dell'obbligato.

E' possibile la revisione dell'assegno di mantenimento?

La risposta è positiva. Infatti, in caso di impossibilità o di grave difficoltà a far fronte al versamento dell'assegno di mantenimento, la legge conferisce al coniuge obbligato la possibilità di chiedere la modifica e/o la revisione del "quantum".

 

 

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