Separazione e divorzio internazionale: Applicazione del Regolamento U.E. Roma III (Regolamento U.E. 1259/2010)

 

Il 21 Giugno del 2012 è entrato in vigore il Regolamento U.E. Roma III (Regolamento U.E. 1259/10) che ha rivoluzionato la disciplina del divorzio internazionale per quanto riguarda la legge applicabile. Si può dire che ormai è aumentato radicalmente il numero di cittadini comunitari che circolano in Europa sia per motivi di lavoro che di studio. Inoltre, tanti cittadini extracomunitari vivono oggi all'interno dello spazio europeo e molto spesso circolano da un paese all'altro. Una delle conseguenze di questi fenomeni è stato l'aumento di matrimoni fra soggetti di diversa nazionalità. Conseguentemente, sono aumentate le separazioni ed i divorzi internazionali, dovendosi precisare che all'interno dell'Unione Europea sono vigenti regimi normativi piuttosto differenziati. Per questo, l'Unione Europea è diventata sensibile al problema per cui si è tentato di dare una normativa comunitaria uniforme, ma ciò non è stato possibile. Quindi, nel 2008 è stata promossa una cooperazione rafforzata che ha prodotto il Regolamento Roma III, che, preciso, è solamente applicabile agli Stati membri, come l'Italia, che vi hanno partecipato.

Il Regolamento è importante perché per la prima volta si può stabilire con un accordo scritto la legge applicabile alla separazione e al divorzio fra coniugi di diversa nazionalità, o fra soggetti della stessa nazionalità che vivono all'estero. L'accordo non solo serve a stabilire, prima del procedimento, quale sarà legge da applicare (legge dello Stato di residenza abituale dei coniugi, o legge dell'ultima residenza abituale dei coniugi, o legge di uno Stato di cui uno dei coniugi ha la nazionalità, o legge del foro), ma anche a chiarire aspetti economici od altri questioni relative alla causa. Addirittura, essendovi paesi che non prevedono la separazione, oppure la contemplano solo come un'opzione ulteriore, nel caso in cui il rapporto coniugale non sia irrimediabilmente compromesso, decidendo di applicare la legge di un paese in cui non viene regolato l'istituto della separazione, sarebbe ipoteticamente possibile, anche dinanzi ad un Tibunale italiano, introdurre immediatamente una procedura di divorzio senza dover passare da quella della separazione ed attendere i tre anni previsti dall'ordinamento italiano. Ciò è avvenuto in due recenti sentenze una del Tribunale di Firenze e l'altra del Tribunale di Parma.
Si aprono pertanto nuovi scenari che in futuro permetteranno probabilmente a cittadini italiani legati da vincoli matrimoniali con cittadini stranieri, o a cittadini italiani residenti all'estero, oppure a cittadini stranieri, anche extracomunitari ma residenti in Italia, di risolvere più facilmente ed in tempi più rapidi le problematiche connesse ad una separazione/divorzio internazionale, grazie ad un accordo di separazione e/o divorzio.


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