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Non sono buone le notizie per i pensionati che hanno maturato debiti con l’Agenzia dell’Entrate per cartelle di pagamento non saldate. La novità è contenuta nella legge di bilancio 2018. Ad essere colpiti, però, non saranno tutti gli anziani, ma solo coloro che percepiscono importi superiori ad una certa cifra.

Significa, quindi, che secondo la nuova legge, ogni volta che la P. A. deve effettuare, in favore di un contribuente, a qualsiasi titolo, un pagamento di almeno 5mila euro, dovrà sospendere l’accredito  e interrogare l’Agente dell’Entrate per verificare se il beneficiario è debitore di somme (pari almeno a 5.000 euro) per l’omesso versamento di una o più cartelle di pagamento. L’Esattore ha 5 giorni di tempo per rispondere. Se pendono debiti, allora l’Agente della Riscossione ha 60 giorni di tempo per attivare la procedura di riscossione, notificando al debitore l’ordine di versare le somme dovute.

In concreto, a partire dal 1° gennaio 2018, saranno bloccati i pagamenti da parte dell’Inps di pensioni, di indennità di fine servizio o di fine rapporto, il cui importo netto superi i 5.000 euro per consentire all’Agenzia dell’Entrate di effettuare, su tali somme, prima che vengano accreditate, il dovuto pignoramento e riscuotere i crediti avanzati dalla pubblica amministrazione e non saldati.

l’Inps non può erogare l’assegno pensionistico finché non verifica la presenza di debiti, ma una volta accertato ciò, deve esse accantonata solo una parte della pensione pari a un quinto, sottraendo prima il minimo vitale, che è pari a una volta e mezzo l’assegno sociale, ossia pari a 672,10 euro (448,07 + 224,03 [che è la metà di 448,07]); difatti questo è il limite di pignoramento consentito su pensioni ed altre somme ad esse assimilate.

Facciamo un esempio per comprendere meglio: su una pensione di 5.200 euro si dovrà prima detrarre il minimo vitale (pari a 672,10 euro). Il risultato è pari a 4.527,90 euro ed è su questo che si applica il pignoramento che, come detto, è pari a un quinto (trattandosi di pensione superiore a 5.000 euro). Di conseguenza, la parte di pensione mensilmente pignorabile presso l’Inps è pari a 905,58 euro.

L’Inps quindi aggiorna la procedura alle novità contenute nella legge di bilancio che, come detto, ha esteso la verifica e il controllo sui debiti erariali a tutti coloro che hanno debiti superiori a 5mila euro dando più tempo (60 giorni e non solo 30) all’Agente della riscossione per attivare la procedura di pignoramento.