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Rapporto di fatto: cosa accade se muore uno dei conviventi

È noto che cosa succede in termini di eredità quando muore un coniuge (chi non lo sa visiti il nostro sito www.lazzari-ripa.eu).

Ma se due persone costituiscono una coppia di fatto, quali sono gli effetti derivanti dal decesso di uno dei conviventi? 

In particolare, occorre chiedersi: quali diritti ha il superstite sulla casa o sulla pensione di reversibilità oppure, ancora, sul Tfr del partner defunto? Come viene disciplinata la successione? Il compagno in vita può usufruire di un permesso lavorativo per lutto anche se si trattava di una coppia di fatto ?

Con questo articolo cercheremo di dare risposta a tutti questi interessanti interrogativi.

 

A) IL DIRITTO ALL’INFORMAZIONE

Anche se non c’è il vincolo formale del matrimonio, per la coppia di fattose muore un convivente, quello superstite ha il diritto di accedere alla cartella clinica del defunto. Può farlo anche se gli eredi si oppongono, come confermato dal Garante della privacy.

 

B) IL DIRITTO SULLA CASA?

Per quanto riguarda la casa in cui abita la coppia di fatto, per sapere che succede se muove un convivente bisogna esaminare i seguenti casi:

  • la casa èintestata al convivente morto;
  • la casa è dicomproprietà del convivente defunto;
  • la casa èaffittata al convivente defunto;
  • la casa è assegnata comealloggio popolare al convivente defunto.

 

Casa intestata al convivente defunto

Nel caso in cui il convivente defunto sia il proprietario della casa in cui abita la coppia di fatto, il convivente superstite ha il diritto di continuare a vivere nello stesso immobile:

  • per due anni;
  • per il periodo pari alla convivenza se superiore a due anni;
  • non oltre cinque anni.

La legge sulle unioni civili fa un preciso riferimento a quanto stabilito dal Codice civile  sull’attribuzione del godimento della casa, che deve tenere conto in via prioritaria dei figli: in pratica, se nella stessa abitazione vivono figli minorenni o disabili del convivente superstite, quest’ultimo può continuare ad abitarci per un periodo non inferiore a 3 anni. Non avrà questo diritto, però, se:

  • cessa di abitare stabilmente nella casa comune;
  • in caso di matrimonio, unione civile o nuova convivenza di fatto.

 

Casa in comproprietà con il convivente defunto

Se immobile è in comproprietà tra i due soggetti della coppia di fatto, cioè che sia in comproprietàChe succede se muore un convivente e non c’è un testamento di mezzo? Succede che si crea una comproprietà tra il convivente superstite e gli eredi del defunto. Ciascuno di loro ha la facoltà di chiedere in qualsiasi momento lo scioglimento della comunione. Nel caso in cui nessuno di loro voglia acquistare la quota degli altri, l’immobile viene materialmente diviso oppure venduto all’asta con la conseguente ripartizione dei soldi ricavati dall’incanto.

Gli eredi, inoltre, potrebbero chiedere al convivente superstite il pagamento di un affitto se venisse deciso di lasciarglielo in godimento.

 

Casa che era condotta in affitto dal convivente defunto

Quando all’interno di una coppia di fatto muore il convivente a cui risulta intestato il contratto di affitto della casa in cui entrambi abitano, il convivente superstite ha il diritto di subentrargli nel contratto come titolare dello stesso.

 

Casa è assegnata come alloggio popolare al convivente defunto

Anche quando in una coppia di fatto muore il convivente a cui è stato assegnato un alloggio popolare il superstite ha diritto a subentrare nel contratto, sia che si tratti di una coppia eterosessuale oppure omosessuale. A queste condizioni, però:

  • non ci devono essere un coniuge separato o dei figli minorenni frutto di un precedente matrimonio;
  • la convivenza deve essere effettiva fino al momento del decesso;
  • la convivenza deve essere iniziata almeno 2 anni prima della morte (fa fede il certificato anagrafico che attesta la nascita del nucleo familiare);
  • ci devono essere i requisiti di reddito che consentono l’assegnazione dell’alloggio.

A questo punto bisogna presentare una dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà (un’autocertificazione) in cui si attesta quanto appena elencato.

 

C) IL CONVIVENTE SUPERSTITE HA DIRITTI EREDITARI?

Se nella coppia di fatto muore un convivente senza lasciare testamento, il superstite NON ha alcun diritto alla successione in quanto non è considerato un erede del defunto, a meno che il contratto di convivenza contenga delle clausole che riguardano le regole patrimoniali di entrambi in caso di decesso.

I conviventi possono tuttavia redigere un testamento che stabilisca di:

  • nominare erede il convivente;
  • lasciare la proprietà, l’usufrutto o il diritto di abitazione della casa al convivente;
  • istituire un legato a favore del convivente su certi diritti;
  • prevedere un obbligo di mantenimento del convivente.

Quanto previsto dal testamento, però, non leda la quota di legittima spettante agli eredi legittimari

 

D) IL CONVIVENTE SUPERSTITE HA DIRITTO ALLA PENSIONE DI REVERSIBILITÀ?

Questa è una delle più rilevanti differenze tra essere sposati e costituire una coppia di fatto.

Infatti, a differenza del rapporto coniugale, se uno dei conviventi dovesse morire l’altro non avrebbe diritto alla pensione di reversibilità, dato che il convivente superstite non è compreso tra le persone che ne hanno diritto, come stabilito dalla legge e confermato dalla giurisprudenza di legittimità.

Invece, la pensione di reversibilità spetta ai figli del defunto a patto che:

  • abbiano un’età inferiore ai 18 anni;
  • abbiano un’età fino ai 21 anni se studenti di scuola media o professionale;
  • abbiano un’età fino a 26 anni se iscritti all’università e frequentano i corsi nei limiti della loro durata (non devono essere fuori corso, insomma), siano a carico del convivente al momento del decesso e non lavorino;
  • abbiano una disabilità accertata al momento del decesso del genitore che impedisce loro qualsiasi attività lavorativa.

Sono equiparati ai figli i nipoti minorenni, purché si dimostri che erano a carico dell’ascendente defunto.

 

E) IL CONVIVENTE SUPERSTITE HA DIRITTO AL TFR MATURATO DAL PARTNER  DEFUNTO?

In una convivenza more uxorio, se un partner muore l’altro NON ha diritto al Tfr poiché anche in questo caso il convivente superstite non è compreso tra le persone che ne hanno diritto, come previsto dal legislatore.

 

F) IL CONVIVENTE SUPERSTITE HA DIRITTO AD UN PERMESSO PER LA MORTE DEL COMPAGNO?

Sotto tale profilo, la coppia di fatto ha lo stesso diritto di una coppia legata dal vincolo matrimoniale, infatti, se un convivente muore, l’altro ha diritto ha 3 giorni di permesso retribuito, purché la convivenza risulti da una certificazione anagrafica.

 

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