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In quali casi si rischia di perdere la casa?

Certamente, chi ha accumulato consistenti debiti è esposto al serio rischio di perdere la propria casa. Ma non è l’unico.

Anche chi perpetra illeciti penali di un certo tipo può rischiare il sequestro e la confisca dei beni, compresa la casa. Inoltre, corre il rischio di perdere la propria abitazione chi, ad esempio, fa parte di un condominio che non paga le fatture o non ha un’assicurazione contro gli infortuni causati a terzi. Infine, potrebbe perdere la casa, addirittura, chi  inserisce questo bene all’interno di un fondo patrimoniale.

Attraverso quest’articolo analizzeremo le suddette ipotesi, evidenziando gli aspetti di maggiore rilievo.

 

 

1) Debito con il fisco

Oramai è noto che il proprietario di una sola casa, adibita a civile abitazione e luogo di residenza, non di lusso (vale a dire non accatastata alle categorie A/8 e A/9) può stare tranquillo: infatti, per quanti debiti possa aver contratto con il fisco, l’Agenzia dell’Entrate mai potrà pignorargli l’abitazione, poiché considerata bene INDISPENSABILE per la sopravvivenza.

Tuttavia, se anche una sola di queste condizioni venisse meno, il contribuente decadrebbe dal beneficio dell’impignorabilità e, dunque, rischierebbe di perdere la propria abitazione.

Di seguito indicati alcuni casi in cui il contribuente può perdere il beneficio di impignorabilità:

Sennonché, in tutti questi casi, il problema può essere fronteggiato riducendo l’entità del debito mediante un pagamento parziale: difatti, il pignoramento immobiliare del fisco è possibile solo a condizione che l’esposizione debitoria accumulata nei suoi confronti abbia raggiunto almeno la somma di € 120 mila.

Di conseguenza, se il contribuente riesce a riportare il debito sotto questa limite, anche se proprietario di più immobili, nessuno di questi sarà pignorabile.

 

2) Fondo patrimoniale

 In linea di massima, una volta costituito un fondo patrimoniale, tutti i debiti successivi, contratti per esigenze estranee ai bisogni primari della famiglia, non possono dar luogo a un pignoramento. Eppure, recentemente, la Suprema Corte ha stabilito che: se risulta che il fondo patrimoniale è costituito all’unico scopo di sottrarre la casa ai creditori, questi possono far dichiarare la simulazione dell’atto in qualsiasi momento, anche a distanza di molto tempo. Ma come fare a capire che il fondo patrimoniale è simulato?

Bene, pensiamo, ad esempio, al caso in cui viene inserita la clausola che prevede la possibilità per i coniugi di vendere l’immobile, inserito nel fondo, in qualsiasi momento nonostante la presenza di figli minorenni, senza bisogno del consenso del giudice tutelare. Un’ipotesi di questo tipo denota chiaramente l’intenzione truffaldina della coppia, dato che la casa sarebbe stata inserita nel fondo patrimoniale non per garantire un futuro ai figli, ma per  eludere le pretese dei creditori.

 

3) Donazione della casa

Chi ha accumulato un debito IRPEF superiore a € 50 mila e successivamente dona la sua casa a un prossimo congiunto, commette un reato chiamato “sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte”.

Molti ignorano l’esistenza di questa figura criminosa e considerano la donazione come l’unico espediente per sottrarre l’immobile a un possibile pignoramento dell’Agenzia Entrate. Anche in questo caso, però, si rischia di perdere per sempre la casa: questo perché l’immobile, per quanto ormai regalato a un figlio o al coniuge, può essere comunque sottoposto a sequestro e, in seguito, confiscato.

 

4) Debiti condominiali

Considerato che la qualifica di condomino spetta solo al proprietario dell’appartamento posto all’interno del complesso condominiale, quindi, il condomino che non corrisponde gli oneri condominiali all’amministratore può sempre subire il pignoramento immobiliare, anche per debiti esigui. Infatti, neanche la presenza di un fondo patrimoniale potrebbe ostacolare il condominio dal mettere all’asta la casa del debitore, trattandosi di debiti contratti per le esigenze familiari primarie, riguardando appunto il tetto domestico.

 

5) Il condominio non risarcisce i danni cagionati a terzi o non paga i suoi creditori

Esiste, inoltre, il concreto rischio di perdere la casa di proprietà anche quando il condominio ha contratto propri debiti.

Pensiamo, a titolo esemplificativo, a una persona che subisce dei gravi danni fisici a causa di un difetto di manutenzione dei beni comuni. Classico esempio è costituito dal distacco di un pezzo di cornicione che danneggia un passante o, addirittura, lo uccide. Ebbene, se il condominio non è assicurato, difficilmente riuscirà a far fronte a un risarcimento di tale entità. Allora il danneggiato/creditore, dopo aver tentato invano il pignoramento del conto condominiale, potrà agire nei confronti dei singoli condomini, aggredendo i loro beni (appartamento compreso!) in proporzione ai rispettivi millesimi.

Lo stesso discorso vale nel caso in cui il condominio ometta il pagamento dei fornitori. In definitiva, tutte le volte in cui il condominio è debitore di somme di denaro e non può far fronte al relativo pagamento, a rimetterci saranno i singoli condomini, proprietari dell’unità immobiliari poste all’interno dell’edificio condominiale.

 

6) Casa confiscata dallo Stato a seguito di reato

Come già accennato al punto 3), la commissione di un reato porta alla confisca dei beni acquistati con il prodotto di tale illecito o, in alternativa, alla confisca per equivalente di altri beni di proprietà.

È bene ricordare che anche l’evasione fiscale può costituire reato, ma solo nel caso in cui si evadessero somme che oltrepassano determinati limiti che, solitamente, riguardano le attività imprenditoriali.

Ad ogni modo, anche chi paga tutti i creditori può rischiare di perdere la propria casa se commette degli illeciti di natura fiscale. Infatti, a seguito del processo penale, la casa può essere confiscata, anche se l’immobile risulta essere in comunione o inserita nel fondo patrimoniale. La Corte di Cassazione ha addirittura ritenuto confiscabile la casa di proprietà del coniuge, qualora dovesse risultare che l’intestazione a questi era solo apparente.