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Quali sono i debiti che non passano agli eredi?

 

Il chiamato all’eredità che accetta il patrimonio ereditario diventa titolare dei crediti, ma anche dei debiti, lasciati dal defunto dopo la sua morte.

Solo con la rinuncia dell’eredità si può bloccare questa sgradevole conseguenza, dovendo rinunciare, però, ad ogni altro bene presente nell’asse ereditario.

Devi sapere, però, che fortunatamente non tutti i debiti del defunto passano in successione.

Pertanto, conoscere quelle che sono le tipologie di debiti che non si trasmettono agli eredi, ti consentiranno dicapire se sia opportuno, o meno, accettare l’eredità.  

 

 

span style="font-size: 14pt;" /><strong>1) Alimenti e mantenimento</strong></span></h2> <p> </p> <p>Anzitutto, per legge, l’erede non subentra al defunto nei <strong>rapporti personali</strong> fra cui, per esempio, l’obbligo di corrispondere gli <strong>alimenti al coniuge</strong> divorziato o separato.</p> <p>Pertanto, un figlio che accetta l’eredità del padre non è tenuto a pagare gli alimenti all’ex moglie del genitore defunto, dal giorno dopo in cui lo stesso è deceduto. Anzi, se i pagamenti sono proseguiti dopo il decesso, l’ex moglie è tenuta alla restituzione delle somme percepite, non più alla stessa dovuta.</p> <p>Tuttavia, se l’ex moglie è anche la madre dell’erede ed è del tutto priva di altri mezzi di sostentamento, il tribunale potrebbe stabilire che l’erede sia comunque tenuto a mantenerla e a versarle i cosiddetti “<strong>alimenti</strong>”. Gli alimenti, infatti, spettano sempre ai familiari più prossimi in caso di loro grave difficoltà economica tale da mettere a rischio la stessa sopravvivenza; per cui, in assenza del marito, a dover provvedere alla madre sarà il figlio.</p> <p>La madre può cioè citarlo in tribunale affinché venga costretto a versarle delle somme necessarie a vivere in proporzione alle sue capacità economiche.</p> <p> </p> <p>Differentemente l’assegno di <strong>mantenimento</strong>deve essere versato dagli eredi al coniuge superstite. Infatti, se l’ex coniuge era stato obbligato a versare l’assegno divorzile all’altro coniuge, gli eredi dovranno continuare a rispettare tale obbligo nei limiti dell’eredità percepita, tenendo conto dell’eventuale stato di necessità in cui versa il coniuge superstite.</p> <p>Su accordo delle parti, ovvero coniuge divorziato ed eredi, l’assegno può essere liquidato in un’unica soluzione.</p> <p>Il coniuge superstite divorziato perde il diritto al mantenimento se contrae nuovo matrimonio.</p> <p> </p> <h2><span style="font-size: 14pt;"><strong>2) I contratti personali</strong></span></h2> <p>Se"il defunto aveva in corso un contratto con un’altra persona non è detto che gli eredi lo debbano adempiere. Infatti non si trasmettono i <strong>rapporti obbligatori personali </strong>legati alle qualità del soggetto defunto come, per esempio, l’incarico a eseguire una determinata opera.</p> <p><strong> </strong></p> <p><span style="font-size: 14pt;"><strong>3) I debiti di gioco </strong></span></p> <p> </p> <p>Non p"ssano agli eredi neanche le <strong>obbligazioni naturali,</strong> ossia i debiti che derivano da <strong>giochi</strong>o <strong>scommesse</strong>.</p> <p>Rispetto alle obbligazioni naturali contratte dal defunto (come detto, debiti di gioco) la legge non ammette possibilità di recupero di quanto già pagato quando il soggetto era ancora in vita. In altre parole, né gli eredi, né i creditori del defunto potranno chiedere la restituzione delle somme versate, ad esempio, ad un associazione non lucrativa  dal defunto come offerta benevola. E neppure la restituzione dei soldi spesi per saldare i debiti di gioco, salvo che non sia possibile provare l’insussistenza del debito contratto.</p> <h2> </h2> <h2> </h2> <h2><strong><span style="font-size: 14pt;">4) Oneri condominiali</span></strong></h2> <p>Infine, colui che subentra nella pro"rietà di un appartamento di un condomino moroso, anche a titolo successorio, è tenuto al pagamento delle spese condominiali non pagate relative  agli ultimi due esercizi; vale a dire, che il condominio non potrà chiedergli di saldare più di due anni di spese arretrate. È essenziale, però, che l’erede paghi subito questo debito, invero, l’amministratore di condominio, decorsi sei mesi di morosità, ha diritto di chiedere un decreto ingiuntivo provvisoriamente esecutivo e, subito dopo iscrivere un’ipoteca sull’immobile di proprietà del condomino moroso o addirittura di chiedere che la proprietà della sua abitazione venga venduta all’asta giudiziaria a copertura delle spese condominiali insolute.</p> <h2> </h2> <h2>5) Multe e sanzioni</h2> <p> </p> <p>Infine, non passano agli eredi tutte le sanzioni amministrative e le multe stradali subite dall’erede. Infatti, per legge, tali somme restano solo in capo al diretto responsabile. Ed è così anche per quanto riguarda le sanzioni pecuniarie di carattere penale (ammenda e multa).</p> <p>Se gli eredi hanno ricevuto delle cartelle esattoriali per multe non pagate potranno chiederne lo sgravio.</p> <p>Se invece si tratta di tasse non ancora pagate, da quest’ultime potranno chiedere solo lo scorporo delle sanzioni tributarie mentre il capitale andrà comunque versato.</p> <p>Di contro, sono da pagare tutte le spese processuali per cause civili nella quali il defunto è risultato soccombente, poiché queste costituiscono debiti che si trasmettono agli eredi.</p> <p> </p>"

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